Il mondo non smette di girare di Fabio Pennisi

Mentre sto per andare a letto una sera, dopo aver seguito il telegiornale, nella mia mente tuonano strane parole, dal suono violento poco meno del significato.

E flash di immagini si proiettano nella mia coscienza. Crude, aprono una finestra là dove il sole mostra solo un altro giorno di dolore.

Poi tanti piccoli insignificanti numeri che, però, significano molto, troppo.      

Allora mi sono posto delle domande e ho trovato una risposta.

Il mondo gira intorno ad un’unica fede, un solo credo, un solo Dio.

Un Dio che non ha nulla a che vedere con la speranza e la carità.

Colui che ha assoggettato la mente dell’uomo e tira le redini della società, e non importa chi tu sia o cosa faccia, senza Lui non puoi nulla.

Signore e signori, è con grande dispiacere che vi presento il DENARO.

Il Denaro sudato con impegno e speso senza fatica, il Denaro della tua carta di credito e del tuo conto personale, il Denaro dello stato e quello della Banca Mondiale.

Non è difficile essere ricchi se già lo si è.

Si gioca a farsi la guerra, ci si contende i profitti e non si bada certo a chi ne fa le spese.

Il mondo non smette di girare.        

Per questo dico che è tanto bello quanto ingenuo pensare che si possa raggiungere la Pace finché non verranno spodestati i signori del petrolio e delle armi.

Però chi può fermarli? La vita non è un film e non ci sono i supereroi che prenderebbero in mano la situazione e porterebbero il bene in tutto il mondo.

Purtroppo ci si è illusi che tutto è possibile, basta volerlo.

A garantirci questo è la democrazia, una fantastica invenzione; “il potere al popolo!” suona davvero bene. Ogni uomo ha il diritto al voto, nulla può negargli la scelta.

Ma cosa guida ogni singolo cittadino nella sua scelta il giorno delle elezioni?

Il grande ideale o la grande necessità? Il sogno di un mondo migliore o di uno stipendio sicuro?

È triste doverlo ammettere, ma la Pace nel mondo è collocata all’ultimo posto nella scala dei problemi del vivere quotidiano.

Grandi personaggi storici, politici e non, hanno dato molto per il progetto più ambizioso che l’umanità possa coltivare, hanno urlato il loro messaggio e hanno indubbiamente smosso qualcosa.

Quello che dobbiamo imparare, però, è che la Pace non verrà mai da un premio nobel ma sarà il frutto dell’istinto individuale come di un desiderio collettivo.

E l’urlo di pochi sarà il coro di tutti, basterà così sussurrare per farci sentire.

 

Io, sono il ragazzo del 2000, che non chiudo gli occhi dinnanzi alla cruda realtà e faccio dell’istruzione e della cultura i miei strumenti di battaglia.

Quindi, nella consapevolezza dei problemi che riguardano la collettività, mi impegno a non preoccuparmi egoisticamente solo della Pace tra le quattro mura di casa, ma mirerò più in alto.

Renderò partecipe di tutto questo chiunque lo vorrà.  

 

_FaBIoSki_

 Fabio Pennisi

 
 
 

 

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