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La bestia umana
di Martina Matarazzo
La parola "vivisezione"
letteralmente significa "sezionare da vivo", ma questo non
avviene certo in tutti gli esperimenti compiuti sugli animali.
Perciò, chi esegue questi esperimenti preferisce usare il
termine, più blando, di "sperimentazione animale"; ma qualsiasi
termine si usi, gli esperimenti sugli animali sono SEMPRE
cruenti, la sofferenza e la violenza sono sempre presenti.
Da un punto di vista etico non
può esserci alcuna giustificazione a questo massacro
legalizzato. Chi sostiene la vivisezione, per porre in
difficoltà l'avversario, che accusa di "sentimentalismo" nei
confronti degli animali, non trova di meglio che far leva, lui
stesso, sul sentimentalismo e sulle emozioni, ma di verso
opposto, quelle dettate dall'egoismo, dal "mors
tua, vita mea". Chiedono dunque:"Ma preferite salvare un
topo o un bambino?" Ma è qui che sbagliano: perché noi vogliamo
salvare sia il topo che il bambino, perché non bisogna mai
mettersi nelle condizioni di dover scegliere tra due mali. Al di
là delle considerazioni scientifiche, secondo cui con la
vivisezione non si salva né l'uno né l'altro, occorre capire che
una scienza che faccia sua la massima "il fine giustifica i
mezzi" è una scienza malata, che potrà così giustificare
qualsiasi atrocità, sia sugli animali non umani che sull'uomo,
pur di trovare un fine abbastanza elevato per il quale
abbassarsi a mezzi meschini.
Citiamo una frase, molto nota e
vera, di un filosofo, Jeremy Bentham. Egli disse:
Il problema non è "possono ragionare?", né "possono
parlare?", ma "possono soffrire?"
Perché, possiamo aggiungere, se
anche un essere umano fosse sottoposto a quelle torture, non è
certo il suo saper parlare o il suo saper risolvere equazioni
differenziali, né il suo quoziente di intelligenza a farlo
soffrire di più, o di meno. Einstein o un cerebroleso
soffrirebbero allo stesso modo. E allo stesso modo soffrono gli
animali, e chi è colpevole di queste sofferenze commette un
orrendo crimine, in qualsiasi modo voglia giustificarsi, davanti
agli altri o di fronte alla sua coscienza, sia che lo faccia
credendo di "far del bene all'umanità" sia che lo faccia (come
molto spesso avviene) solo per motivi di carriera e di
prestigio.
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1-2. La scimmietta "Britches"
liberata nel 1985 dai laboratori dell'università
della California (Riverside, USA) dall'Animal
Liberation Front (ALF). Nell'ambito di esperimenti
sulla vista, a questa scimmia erano state cucite le
palpebre e innestato sulla testa un dispositivo
sonar che avrebbe dovuto sostituire gli occhi.
Foto provenienti dall'associazione americana
P.E.T.A. |

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3. Pulcino con elettrodi
impiantati nel cervello. Questa foto ed altre sono
state scattate da un gruppo di attivisti dell'ALF
durante un'irruzione nell'ISERM - Institute National
de la Santé et de la Recherche Medicale (Parigi,
Francia) e rese pubbliche dall'associazione Francese
Aequalis. Per aver reso pubbliche queste foto il
responsabile dell'associazione è stato condannato
alla salata multa di 15.000 euro ad una pena
detentiva con il beneficio della condizionale. Chi
sono i veri criminali? Quelli che compiono questi
crimini o chi cerca di mostrarli al pubblico?
Foto proveniente dall'associazione americana
P.E.T.A. |
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4. Testa di gatto conservata
in formalina da un vivisettore dopo che l'animale è
stato usato in esperimenti sulle corde vocali. (Boys
Town Hospital, USA, 1996)
Foto proveniente dalla associazione americana
P.E.T.A. |
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5. Questo cane è stato
utilizzato in esperimenti sulle conseguenze di gravi
ustioni presso lo Shriner's Hospital, Cincinnati,
USA
Foto proveniente dalla associazione americana
P.E.T.A. |
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8. Una zampa di questo cane è
stata schiacciata a colpi di martello per indurre
uno stato di stress psicologico. Non è stato
somministrato nessun anestetico e la ferita non è
stata curata. (Copyright Brian
Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA. |
9. E' stato praticato un foro
nella testa della scimmia e vi è stata inserita una
cannula attraverso la quale introdurre ed estrarre
sostanze dal cervello. Questi esperimenti possono
durare mesi. (Copyright Brian
Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA |
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10. Esperimenti sui gatti
effettuati in Giappone.
Foto proveniente dalla BUAV |
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Cartesio (1596-1650), pioniere
della modernità, stabilisce una differenza radicale tra l'uomo e
l'animale, il quale è per lui esclusivamente una cosa.
Gli animali sono, per Cartesio,
macchine, cose automatiche incapaci di pensare e avere
sensazioni.
Conseguenze pratiche: si ritenne
giusto inchiodare senza anestesia cani vivi per aprirli e
studiarne l'anatomia e il sistema nervoso. Non era il caso di
porre attenzione alle loro grida di dolore: le macchine,
infatti, fanno rumore ma non hanno sensazioni.
Sono passati 350 anni ma per
molti "scienziati", mossi da una certa fede nel progresso, sono
contradditoriamente trascorsi inutilmente.
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16. La frustrazione causata
dalla prolungata prigionia in gabbie strette spinge
gli animali a comportamenti psicotici come il
mangiare i propri escrementi.
(Copyright Brian Gunn /
IAAPEA) Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA |
L'antivivisezionismo
scientifico
Ogni specie animale è
biologicamente, fisiologicamente, geneticamente, anatomicamente
molto diversa dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una
specie e l'altra sono impossibili.
Quindi, al di là dell'aspetto
etico, va considerato il fatto che gli esperimenti sugli animali
sono considerati antiscientifici da un numero sempre crescente
di medici, che non accettano più la validità della vivisezione
come dogma assoluto, ma che iniziano a porsi delle domande, e a
rispondere opponendosi alla vivisezione.
Gli esperimenti sugli animali
non portano ad alcuna reale conoscenza sull'effetto della
sostanza da provare, perché animali di specie diverse, o
addirittura diverse razze o ceppi di animali della stessa
specie, risponderanno in modo diverso ad un dato stimolo, come
ad esempio alla somministrazione di un farmaco.
Alcuni esempi, tra le decine e
decine tra cui scegliere: la stricnina lascia indifferente la
cavia, il pollo e le scimmie utilizzando dosi sufficienti a
mandare in convulsioni un'intera famiglia umana; l'insulina
provoca malformazioni nelle galline, nei conigli e nei topi: mai
nulla di simile è stato osservato nell'uomo.
E, dunque, se il risultato
ottenuto su un topo è diverso da quello ottenuto su un gatto, a
chi somiglierà di più l'uomo, al topo o al gatto? La risposta è
che non si può sapere a priori. Solo DOPO aver fatto
l'esperimento sull'uomo si scoprirà, volta per volta, a quale
specie e razza assomiglia di più per QUELLA particolare
sostanza.
Risulta quindi chiaro che la
sperimentazione sull'animale è dannosa per l'uomo, per due
ragioni: consente di sperimentare direttamente sull'essere umano
sostanze che non hanno subito alcun vaglio preventivo (perché il
risultato della sperimentazione sugli animali non è in alcun
modo predittivo per l'uomo), e fa correre il rischio di scartare
sostanze che invece per l'uomo potrebbero essere di grande aiuto
solo perché su una particolare specie sono risultate tossiche.
17. Esperimento sul cervello di
un gatto immobilizzato in un apparecchio di
contenzione.
(Provenienza: sconosciuta)

18. Draize Test su conigli in
apparecchi di contenzione (Liverpool, UK). La
sostanza da provare viene versata negli occhi dei
conigli. Dopo diverse ore o anche giorni, lo
sperimentatore valuterà il grado di distruzione del
tessuto oculare. Questo test è stato inventato nel
1944, e continua ad essere usato, inalterato. Questa
è una della tante dimostrazioni che nei vivisettori
prevale l'inerzia sulla volontà di trovare metodi di
ricerca moralmente accettabili e scientificamente
attendibili.
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della
Scottish Society for the Prevention of Vivisection
(Epoca: anni '50 - primi anni '70) |
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22. Scimmia dopo un esperimento
chirurgico.
(Provenienza: sconosciuta) |
23. Questa scimmia incatenata
sta per essere sottoposta ad un draize test oculare.
Talvolta anche ai primati viene riservato lo stesso
trattamento dei conigli (vedi didascalia della foto
n.18). (Copyright Brian Gunn /
IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA. |
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24. Coniglio durante un
esperimento chirurgico (Università del Messico,
1982).
(Copyright Brian Gunn /
IAAPEA).
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA. |
25. Esperimento sugli occhi di
un gatto.
(Provenienza:
sconosciuta) |
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26. Un topo in uno dei tanti,
inutili, esperimenti sul cancro: il tumore indotto
artificialmente è più grosso della testa
dell'animale. (Copyright Brian
Gunn / IAAPEA)
Foto tratta da: Entering the Gates of Hell,
IAAPEA. |
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27. Questo cane è stato
salvato da un laboratorio in cui era stato
sottoposto ad esperimenti alle zampe posteriori.
Foto proveniente dalla JAVA (Japan Anti
Vivisection Association) (Epoca: anni '90)
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31. Scimmie in apparecchio di
contenzione sottoposte ad esperimenti neurologici
condotti dal dr. Edward Taub. Il dr. Taub è l'unico
vivisettore ad essere stato processato e condannato
per crudeltà sugli animali. In seguito, la sentenza
d'appello l'ha scagionato per un cavillo formale: i
suoi esperimenti non erano soggetti alla normativa
sulla protezione degli animali.
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Che
cosa possiamo fare noi?
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Documentatevi sulla
vivisezione, non abbiate timore di leggere libri e articoli di
informazione, scientifica o etica, sull'argomento
-
Distribuite materiale informativo e parlate del problema con
quante più persone potete
- Non
perdete occasione per esprimere pubblicamente la vostra
condanna (es. intervenite nei dibattiti, scrivete lettere ai
giornali)
- Aiutate
le associazioni che si battono contro la vivisezione con
offerte o meglio ancora diventando attivisti
-
Boicottate quanti sono coinvolti nella vivisezione
- Mettete a
disposizione la vostra professionalità se questa può servire
(es. medici per conferenze, avvocati per denunce, insegnanti
per parlare nelle scuole, tipografi per stampare materiale
informativo, web-designer per la costruzione di siti web,
etc.)
- Non
aiutate le varie associazioni per la ricerca medica, poiché
attualmente vuole dire finanziare la vivisezione
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32. Un coniglio usato in
esperimenti sulla scabbia presso la Wright State
University (USA), luglio 1992.
Foto proveniente dall’associazione americana
P.E.T.A. |
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33. Piccoli di scimmia importati
per essere sottoposti ad esperimenti e trovati morti
all'arrivo all'aeroporto di Londra.
(UK)
Foto tratta da: Annual Pictorial Review della
Scottish Society for the Prevention of Vivisection
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34. I roditori sono gli animali
più usati nei laboratori di vivisezione, non perché essi
siano un buon modello sperimentale delle patologie
umane, ma solo perché sono facili da stabulare e costano
poco.
Foto fornita da RSPCA (Epoca: anni '80)

35. Al topo immobilizzato in un
apparecchio di contenzione viene inserita una cannula
nel cervello. I vivisettori non si rendono conto che i
risultati ottenuti sugli animali non sono trasferibili
all'uomo, ma gli animali, come l'uomo, hanno la capacità
di soffrire.
(Provenienza: ignota, probabilmente USA, anni '90).
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36. Gatto con elettrodi nel
cranio.
(Provenienza: sconosciuta) |
38. Un gatto in un apparecchio
di contenzione.
(Provenienza: sconosciuta). |
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40. Cani uccisi dopo
esperimenti presso i laboratori del CBSC,
Burlington, USA, 1990.
Foto proveniente dall'associazione americana
P.E.T.A. |
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41. Gatto utilizzato in
esperimenti sulla sordità presso il Boys Town
Hospital, nell'ambito dei quali gli è stata aperta
la scatola cranica e gli sono stati tagliati dei
fasci di nervi alla base del cervello. Le foto sono
state scattate da un collaboratore dell'associazione
animalista PETA infiltratosi tra i ricercatori.
Foto proveniente dall'associazione americana
P.E.T.A. |
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45. Cane ucciso dopo essere
stato usato in esperimenti didattici in una
università giapponese, facoltà di veterinaria,
15/5/1991.
Foto proveniente dalla JAVA (Japan Anti
Vivisection Association) |
LE RICERCHE PSICOLOGICHE
SUGLI ANIMALI NON SERVONO PER LA COMPRENSIONE DELLA PSICOLOGIA
UMANA
"Io ho scoperto che la
sperimentazione animale offre solo l'illusione del controllo.
Semplificando e segmentando la vita di un organismo, creiamo
dati spuri che, combinati alle differenze tra le specie,
invalidano gli sforzi per estrapolare i risultati agli uomini."
"Le mie ricerche avevano solo
dimostrato un fenomeno già ben noto... esse erano completamente
irrilevanti perché le condizioni nelle quali gli animali
venivano studiati non rispecchiavano la condizione umana sulla
quale io pensavo di estrapolare i risultati."
"Penso che la psicologia sia un
importante campo di studio ma bisogna sperimentarla con la
propria vita."
Dr. Roger E. Ulrich
Psicologo comportamentista statunitense
Ex-vivisettore pentito
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51. Foto scattata da
attivisti della PETA durante un'ispezione alla
Wright State University
Foto proveniente dalla associazione americana
P.E.T.A. (Epoca: anni '90) |
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55. Capra durante un
esperimento su un nuovo prototipo di cuore
artificiale. A nessuna specie animale è risparmiata
la tortura della vivisezione.
Foto proveniente dalla BUAV (Giappone, anni `90)
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Questo
articolo è nato con il solo scopo di riportare notizie e dati
oggettivi di uno scandalo che ancora affligge il nostro mondo.
Spesso, nonostante si conosca un problema, si rimane passivi, ed
è per questo motivo che cercherò di inserire nei miei articoli
foto e video; affinché la forza di queste immagini possa portare
ad una sentita riflessione.
Per che
volesse approfondire questo argomento può connettersi al sito
www.mclink.it/personal/MC3478/, dal quale sono state prese
molte di queste immagini.
A presto e
buona riflessione a tutti!!!
Martina Matarazzo |
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